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20 gennaio 2017: "Giornata di dialogo con ergastolani"

20 gennaio 2017: "Giornata di dialogo con ergastolani"

Presso la Casa di reclusione di Padova il prossimo 20 gennaio 2017 si terrÓ una giornata di dialogo con ergastolnani, detenuti con lunghe pune e loro familiari sul tema "Per il diritto ad un fine pena che non uccida la vita". Segue ....

Venerdi 25 Novembre 2016
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Contro la pena di morte viva. Per il diritto a un fine pena che non uccida la vita

Giornata di dialogo con ergastolani, detenuti con lunghe pene, loro famigliari

20 gennaio 2017 - Casa di reclusione di Padova

PER ISCRIVERTI CLICCA QUI

 

Hanno aderito e parteciperanno:

- Ergastolani, detenuti con lunghe pene, e i loro figli, mogli, genitori, fratelli, sorelle

- Pasquale Zagari, ex detenuto, condannato all’ergastolo, la pena gli è stata rideterminata a 30 anni in seguito a una sentenza della Corte europea

- Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti dei detenuti

- Sabina Rossa, figlia di Guido Rossa, sindacalista ucciso dai terroristi nel 1979

- Gherardo Colombo, ex magistrato, è appena uscito “La tua giustizia non è la mia”, dialogo sulla Giustizia scritto a quattro mani con Piercamillo Davigo

- Rita Bernardini, Partito Radicale

- Il senatore Pietro Ichino, che ha avuto un interessante scambio sui temi del 41 bis e dei circuiti con i detenuti dell’Alta Sicurezza

- Il deputato Alessandro Zan, che sta portando avanti con noi la battaglia a tutela degli affetti delle persone detenute

- Il senatore Giorgio Santini, Partito democratica

- Gennaro Migliore, sottosegretario alla Giustizia

- Roberto Piscitello, Direttore della Direzione generale Detenuti e Trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria

- Giovanni Maria Flick, giurista, presidente emerito della Corte costituzionale, ex ministro della Giustizia

- Marcello Bortolato e Linda Arata, magistrati di Sorveglianza a Padova

- Sergio Staino, fumettista e disegnatore “storico” della sinistra, oggi direttore dell’Unità

- Francesca De Carolis, giornalista Rai e curatrice del libro "URLA A BASSA VOCE. Dal buio del 41 bis e del fine pena mai"

- Carmelo Sardo, giornalista del TG5, autore con Giuseppe Grassonelli, ergastolano, del libro “Malerba”

- Maria Brucale, avvocato della Camera penale di Roma e componente del direttivo di Nessuno tocchi Caino

- Davide Galliani, Professore associato di Istituzioni di diritto pubblico, è autore, tra l’altro, del saggio “La concretezza della detenzione senza scampo”

- Giuseppe Mosconi, Sociologo, Padova

- Francesca Vianello, Università di Padova

- Susanna Vezzadini, Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia dell'Università di Bologna

- Fabio Federico, avvocato del Foro di Roma

- Lia Sacerdote, Associazione Bambinisenzabarre

- Annamaria Alborghetti, avvocato di Padova

Hanno aderito le seguenti associazioni:

- Associazione “Liberarsi”

- Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia 

- Associazione "Yairaiha Onlus"

- Associazione "Forza dei Consumatori"

- Associazione "Memoria condivisa"

- Osservatorio carceri delle Camere Penali

- Camera Penale di Padova

- Camera Penale di Milano

- Associazione "Fuori dall'Ombra"

- Associazione "Bambinisenzabarre"


Programma

20 gennaio 2017, Casa di reclusione di Padova. Giornata di dialogo con ergastolani, detenuti con lunghe pene, e con i loro figli, mogli, genitori, fratelli, sorelle.
Da tempo la redazione di Ristretti Orizzonti pensava a una giornata di dialogo sull’ergastolo, ma anche sulle pene lunghe che uccidono perfino i sogni di una vita libera, una giornata che avesse per protagonisti anche figli, mogli, genitori, fratelli e sorelle di persone detenute, perché solo loro sono in grado di far capire davvero che una condanna a tanti anni di galera o all’ergastolo non si abbatte unicamente sulla persona punita, ma annienta tutta la famiglia.
Per anni siamo rimasti intrappolati in questa logica che "i tempi non sono maturi" per parlare di abolizione dell’ergastolo, e quindi non ci abbiamo creduto abbastanza, non abbiamo avuto abbastanza coraggio.
Ma poi un pensiero fisso ce l’abbiamo, ed è quello che ci spinge a fare comunque qualcosa: non vogliamo abbandonare quelle famiglie, non vogliamo far perdere loro la speranza.

 

Allora il 20 gennaio 2017 invitiamo a dialogare, con le persone condannate a lunghe pene e all’ergastolo e i loro figli, mogli, genitori, fratelli e sorelle:
- parlamentari che si facciano promotori di un disegno di legge per l’abolizione dell’ergastolo e che si attivino per farlo calendarizzare, o che comunque abbiano voglia di confrontarsi su questi temi; 
- uomini e donne di chiese e di fedi religiose diverse, perché ascoltino le parole del Papa, che ha definito l’ergastolo per quello che è veramente: una pena di morte nascosta;
- uomini e donne delle istituzioni, della magistratura, dell’università, dell’avvocatura, intellettuali, esponenti del mondo dello spettacolo, della scuola, cittadini e cittadine interessati.

 Non vogliamo aver paura di parlare apertamente di abolizione dell’ergastolo, di quello ostativo ma anche di quello "normale", perché il fine pena mai non può in nessun caso essere considerato "normale". Ma non vogliamo neppure avere solo obiettivi alti, e poi dimenticarci di come vivono le persone condannate all’ergastolo o a pene lunghe che pesano quanto un ergastolo. È per questo che proponiamo di dar vita a un Osservatorio, su modello di quello sui suicidi:
- per vigilare sui trasferimenti da un carcere all’altro nei circuiti di Alta Sicurezza;
- per mettere sotto controllo le continue limitazioni ai percorsi rieducativi che avvengono nelle sezioni AS (poche attività, carceri in cui non viene concesso l’uso del computer, sintesi che non vengono fatte per anni);
- per monitorare la concessione delle declassificazioni, che dovrebbe essere, appunto, non vincolata a relazioni sulla pericolosità sociale che risultano spesso stereotipate, con formule sempre uguali e nessuna possibilità, per la persona detenuta, di difendersi da accuse generiche e spesso prive di qualsiasi riscontro. Nessuno sottovaluta il problema della criminalità organizzata nel nostro Paese, e il ruolo delle Direzioni Antimafia, ma qui parliamo di persone in carcere da decenni, già declassificate dal 41 bis perché "non hanno più collegamenti con le associazioni criminali di appartenenza", e parliamo di trasferirle da un circuito di Alta Sicurezza a uno di Media Sicurezza, non di rimetterle in libertà;
- per accogliere le testimonianze e le segnalazioni dei famigliari delle persone detenute, che non trovano da nessuna parte ascolto:
- per raccogliere sentenze e altri materiali, fondamentali per non farsi stritolare da anni di isolamento nei circuiti di Alta Sicurezza e per spingere la Politica a occuparsi di questi temi con interrogazioni e inchieste;
- per cominciare a mettere in discussione, finalmente, il regime del 41 bis con tutta la sua carica di disumanità; 
- per rendere tutto il sistema dei circuiti di Alta Sicurezza e del regime del 41 bis davvero TRASPARENTE.

Di tutto questo vorremmo parlare il 20 gennaio a Padova, ma non vi chiediamo semplicemente di aderire a una nostra iniziativa.
Vi chiediamo di promuovere con noi questa Giornata, di lavorare per la sua riuscita, di prepararla con iniziative anche in altri luoghi e altre date, e soprattutto di fare in modo che non finisca tutto alle ore 17 del 20 gennaio, ma che si apra una stagione nuova in cui lavoriamo insieme perché finalmente “i tempi siano maturi” per abolire l’ergastolo e pensare a pene più umane

Fonte: www.ristretti.org

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