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Sette cose che puoi fare per crescere un figlio femminista

Sette cose che puoi fare per crescere un figlio femminista

Per un mondo davvero senza stereotipi c'è bisogno che cambino anche gli uomini. Un elenco di azioni che i genitori dovrebbero rivolgere ai figli maschi.

Venerdi 16 Giugno 2017
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Di Anna Maffioletti per www.ingenere.it

Come cresciamo i nostri figli maschi? Cain Miller sul New York Times scrive che esiste ormai una consapevolezza diffusa sul crescere delle figlie che combattano gli stereotipi e che possano esprimersi in ogni campo e realizzare qualunque sogno. Questo non è vero per i maschi. Se vogliamo una società libera da stereotipi di genere il problema educativo esiste anche per l’altro sesso. È in età prescolare che i bimbi assimilano gli stereotipi e incominciano ad agire seguendoli o interpretando gli altri attraverso di essi. Che messaggio mandiamo ai nostri figli? Nel Regno Unito campagne come “PinkStink” (il rosa puzza) o “Toy is a Toy” hanno accresciuto la consapevolezza della necessità di non caratterizzare i giochi rispetto al genere - le bambole tutte rosa o i secchielli di sabbia rosa e azzurri - e di evitare, nei negozi di giocattoli reparti segregati in base al genere, ma questo non basta. Una società che non si basi su stereotipi di genere ha bisogno non solo di donne femministe ma anche di uomini femministi. 

Ecco quindi pronto un elenco di azioni che i genitori dovrebbero mettere in atto verso i figli maschi.

1. Insegnare loro a esprimere e comunicare le emozioni, anche gli uomini possono piangere. 

2. Fornire loro dei modelli di ruoli. Donne forti che lavorano. Se i ragazzi appartengono a famiglie in cui la donna lavora è più probabile che accettino in futuro il lavoro della la propria moglie dicono sociologhi e psicologhi.

3. Lasciarli esprimere le proprie preferenze. Non sembra i neonati abbiano preferenze rispetto a certi colori o giocattoli. Permettiamo l’orso e il cagnolino ma non la bambola. Le preferenze cominciano a esprimersi verso i due-tre anni, ma a quel punto si agisce già in base all’aspettativa sociale sostiene Cornelia Fine in un saggio intitolato Delusion of Gender. L’idea è quella che per potersi esprimere pienamente ogni bimbo deve essere lasciato libero di esprimersi. Mentre è più facile proporre alla propria figlia ruoli da ingegnera, scienziata o astronauta è più difficile proporre o persino assecondare ruoli come il ballerino o l’insegnante per i propri figli. Questo può dipendere dallo status sociale legato ad alcuni lavori con superiore presenza femminile - di solito meno lucrativi - o dalla  identità sociale - un uomo deve essere forte e coraggioso - ma la questione di genere è certamente presente.

4. Insegnare loro a prendersi cura di sé. Far da mangiare, lavare e pulire sono cose che spesso le madri insegnano alle figlie ma non ai figli. "Le ragazze americane tra i 10 e i 17 anni sono occupate 2 ore in più dei maschi in attività per la casa ogni settimana e i ragazzi hanno una probabilità del 15% superiore di essere pagati per queste attività" scrive Cain Miller. Se ci aspettiamo che nostra figlia lavori fuori casa dobbiamo aspettarci che nostro figlio contribuisca ai lavori di casa.

5. Insegnare loro a prendersi cura degli altri. i lavori di cura sono spesso una competenza esclusiva o quasi delle donne - si pensi alla cura dei bambini o degli anziani - ma questa è anche una area in cui la domanda di lavoro è in continua crescita. Ovunque sono fortemente diminuiti i colletti blu, mentre sono in forte espansione i lavori che comportano una qualche forma di cura. Questi lavori potrebbero diventare una fonte di reddito anche per i nostri figli, mentre i dati dimostrano che gli uomini si adattano poco a questo mutamento nel mercato del lavoro.

6. Favorire le amicizie con le bambine e insegnare che il significato della parola "no" è semplicemente "no".  Crescere insieme alle bambine diminuisce la probabilità di vedere le figure femminili unicamente legate al sesso. Imparare che bisogna chiedere il permesso prima di toccare un altro corpo e che dire "sì" ha sempre il potere di dire "no". Insegnare ad essere vigli contro atteggiamenti intolleranti e violenti perché dire "è un comportamento da maschio" non giustifica” tali atteggiamenti. 

7. È importante che leggano molto sia storie di donne che di uomini. Non usare mai la frase “è una roba da donne” in senso dispregiativo o riduttivo.

In conclusione, se vogliamo una società libera dagli stereotipi li dobbiamo evitare nei comportamenti e nel linguaggio. Queste sono le conclusioni di Cain Miller. Ne siamo capaci?

Riferimenti

Claire Cain Miller, How to raise a feminist son, New York Times , 1 June 2017

Cordelia Fine, Delusions of Gender: How Our Minds, Society, and Neurosexism Create Difference, W.W. Norton&Company, NewYork 2010

Raquel Fernández, Alessandra Fogli, Claudia Olivetti, Mothers and Sons: Preference Formation and Female Labor Force Dynamics, Quarterly Journal of Economics, n.119 (4), 2004, pp. 1249-1299

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