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Il nuovo Programma di Azione sulla Disabilità

Il nuovo Programma di Azione sulla Disabilità

Il Secondo Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale con il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) del 12 ottobre 2017. In allegato il testo integrale.

Lunedi 08 Gennaio 2018
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In allegato il testo integrale del DPR 12 ottobre 2017, recante "Adozione del secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità"  pubblicato sulla GU Serie Generale n.289 del 12-12-2017

(....)

"Con il Decreto del Presidente della Repubblica del 4  ottobre  2013 l'Italia ha adottato il primo "Programma  d'Azione  Biennale  per  la promozione  dei  diritti   e   l'integrazione   delle   persone   con disabilita'"  che  ha  aperto,  di  fatto,  un  nuovo   scenario   di riferimento politico e programmatico su tema.  Per  la  prima  volta, infatti, la condizione di disabilita' di tanti cittadini  del  nostro Paese e' stata rappresentata nella sua interezza e per il suo valore,

non solo come un problema assistenziale confinato entro il  perimetro delle politiche di "welfare" ma come  un  imprescindibile  ambito  di tutela dei diritti che investe la  politica  e  l'amministrazione  in tutte le sue articolazioni, nazionali, regionali e locali.

Questo era, peraltro,  l'impegno  che  l'Italia  aveva  assunto  di fronte  alla  comunita'  internazionale   con   la   ratifica   della Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilita'  (Legge  18

del 2009) e che ha segnato il definitivo  passaggio  da  una  visione delle persone con disabilita' "come malate e minorate" ad una visione della condizione di  disabilita'  basata  sul  rispetto  dei  diritti umani, tesa a  valorizzare  le  diversita'  umane  -  di  genere,  di orientamento  sessuale,  di  cultura,  di   lingua,   di   condizione psico-fisica  e  cosi'  via  -  e  a  considerare  la  condizione  di disabilita' non come derivante da qualita' soggettive delle  persone, bensi' dalla relazione tra le  caratteristiche  delle  persone  e  le modalita' attraverso le quali la societa' organizza l'accesso  ed  il godimento di diritti, beni e servizi.

Questo secondo Programma d'Azione, alla cui redazione  preparatoria ha provveduto, come previsto dalla normativa vigente,  l'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilita'  (OND),  non puo' quindi  che  ispirarsi  agli  stessi  principi  che  hanno  dato spessore e contenuto al Primo Programma:

a) il rispetto per la dignita' intrinseca, l'autonomia individuale, compresa la liberta' di compiere le proprie scelte, e  l'indipendenza delle persone;

b) la non discriminazione;

c)  la  piena  ed  effettiva  partecipazione  e  inclusione   nella societa';

d) il rispetto per la differenza e l'accettazione delle persone con disabilita' come parte della diversita' umana e dell'umanita' stessa;

e) la parita' di opportunita';

f) l'accessibilita';

g) la parita' tra uomini e donne;

h) il rispetto  dello  sviluppo  delle  capacita'  dei  minori  con disabilita' e il rispetto del diritto dei minori  con  disabilita'  a preservare la propria identita'.

Il secondo Programma d'Azione cade nel decennale della  Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilita'  e  riprende  in  larga misura la struttura del precedente e vuole  soprattutto  sottolineare l'impegno puntuale a suggerire opportunita' concrete  di  innovazione di  cambiamento,  secondo  una  logica  pragmatica,  una  prospettiva progressiva che tiene fermo il valore ideale "alto"  e  "impegnativo" dei principi ma e'  consapevole  che  gli  obiettivi  piu'  ambiziosi possono  essere  raggiunti  solo  attraverso  un'azione  costante  di medio-lungo periodo.

Il  Programma  impegna  senz'altro  il  Governo  nazionale  ed   il Parlamento ma, allo  stesso  tempo,  stimola  l'azione  coordinata  e sinergica dei governi locali e,  soprattutto,  delle  Amministrazioni Regionali. Il richiamo forte, chiaro  e  ineludibile  all'eguaglianza delle  persone  con  disabilita'  con  il  resto  della  popolazione, affermato dalla Convenzione ONU, impone di ridurre tutte le forme  di diseguaglianza aggiuntive e tra queste oltre  quelle  di  genere,  di eta' si pongono in tutta evidenza quelle geografiche.

Garanzia di successo per il Programma d'Azione,  dunque,  non  puo' che essere il lavoro di riduzione delle  diseguaglianze  territoriali che tanto incidono sulle  opportunita'  di  vita  delle  persone  con disabilita' e che troppo, spesso sono state invocate come ragione per ritardare, se non evitare, innovazione e cambiamento nel  sistema  di riconoscimento della disabilita', nell'organizzazione dei servizi  in generale, nella realizzazione di politiche pienamente rispettose  dei diritti delle persone con disabilita'.

Il Programma si occupa di persone con disabilita' ma, proprio nella misura in cui accoglie  e  cerca  di  rispondere  alla  richiesta  di "cittadinanza  piena  e  integrale"  dei  soggetti  piu'  fragili   e vulnerabili,  offre  suggerimenti   e   indicazioni   per   ripensare complessivamente una societa' piu' giusta, coesa e  rispettosa  delle tante diversita' che compongono  la  comunita'  nazionale.  E'  nello spirito del Programma d'Azione la visione di  una  giustizia  che  si misura nella risposta a chi si  trova  nella  condizione  di  maggior discriminazione. Il  Programma  si  accompagna  quindi  ad  un  forte appello a tutte le forze vive  della  comunita'  nazionale  affinche' interessi di pochi  e  privilegi  antichi  non  frenino  processi  di cambiamento e di risposta  alle  urgenze  che  emergono  dal  tessuto sociale del paese.

Da ultimo va sottolineato come il Programma d'Azione  nasca  da  un serio e lungo lavoro preparatorio, che  ha  visto  il  coinvolgimento delle  piu'  importanti  Istituzioni  dello  Stato,  delle  Autonomie locali, delle Organizzazioni delle  Persone  con  Disabilita',  delle principali Forze sociali, di esperti  e  ricercatori.  Il  metodo  di lavoro  dell'OND,  altamente   partecipativo   e   rispettoso   delle disposizioni convenzionali onusiane che richiedono il  coinvolgimento attivo  delle  organizzazioni  rappresentative  delle   persone   con disabilita', puo' essere considerato  esempio  di  "buona  politica", nutrita di competenze, partecipazione e visione del futuro.

Il metodo di lavoro aperto e la suddivisione  in  gruppi  tematici, cui hanno partecipato anche esperti, rappresentanti delle Istituzioni e membri delle organizzazioni della societa' civile legate  al  mondo della disabilita', in larga  misura  esterni  all'OND,  sono  infatti elementi caratteristici dell'approccio partecipativo  dell'organismo, ormai riconosciuto a livello internazionale.

In  questo  spirito,  come  gia'  accaduto   in   occasione   della preparazione  del  primoDocumenti Notizia