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Accoglienza e cooperative: una risposta al Ministro Salvini

Accoglienza e cooperative: una risposta al Ministro Salvini

Da alcuni giorni leggiamo l’accostamento quotidiano tra la parola “cooperativa” e la parola “business” in tema di accoglienza di migranti e rifugiati e dei famigerati 35 euro. A ribadire questo concetto è il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nota di Legacoop.

Venerdi 06 Luglio 2018
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Accoglienza e cooperative: risposta e chiarimenti al ministro dell’Interno Salvini

 

Roma, 13 giugno 2018 - Da alcuni giorni leggiamo l’accostamento quotidiano tra la parola “cooperativa” e la parola “business” in merito all’accoglienza di migranti e rifugiati e ai famigerati 35 euro. A ribadire questo concetto è il ministro dell’Interno Matteo Salvini a cui rivolgiamo alcuni chiarimenti di fatto.

Legacoopsociali è pronta a confrontarsi pubblicamente sui dati e sulle attività delle proprie cooperative in merito a questo settore nel quale la cooperazione tutta rappresenta circa il 30% delle attività nel sistema nazionale di accoglienza.

Per quanto riguarda i controlli ai soggetti che gestiscono i servizi di accoglienza, Legacoopsociali e le sue associate è assolutamente d'accordo, anzi li auspica. Chiediamo, però, che ci sia una restituzione al paese dei risultati dei controlli, anche perché siamo certi che emergeranno tantissime buone pratiche e ricadute positive sui territori. E siamo pronti a contrapporci alle false cooperative e a tutti quelli che speculano sull’accoglienza.

Abbiamo, inoltre, sancito la nostra contrarietà a ogni logica dell’emergenza rispetto alla gestione dell’immigrazione e confermiamo che il nostro ruolo non riguarda i mega centri per rifugiati e richiedenti asilo o quelli di identificazione ed espulsione.

Siamo tra i firmatari della Carta della Buona Accoglienza stipulata nel 2017 con il ministero dell’Interno, con l’Anci e con l’Alleanza delle cooperative sociali italiane.  Con la Carta le cooperative si sono impegnate a rispettare dei requisiti base nella gestione dell'accoglienza, espressi nei 4 obiettivi principali: offrire misure mirate alla persona; favorire l'integrazione puntando su piccoli numeri e diffusione nei territori; garantire la titolarità pubblica degli interventi grazie, al coordinamento con prefetture e comuni; rendere di conseguenza l'inclusione sostenibile per le comunità locali, evitando tensioni e conflittualità.

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