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Dati ISTAT su sanità, salute e protezione sociale

Dati ISTAT su sanità, salute e protezione sociale

L’Annuario statistico italiano offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto

Venerdi 01 Febbraio 2019
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L’Annuario statistico italiano realizzato dall'ISTAT,  offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto. Con il suo apparato di informazioni e metadati, l’Annuario costituisce per esperti, policy maker e cittadini un importante strumento per orientarsi all’interno dell’offerta di dati e fonti.

VAI ALLA PAGINA WEB ISTAT: ANNUARIO STATISTICO ITALIANO 2018

Capitolo Sanità e Salute

Nel triennio 2014-2016 risulta in calo il numero di medici di base (-1,5 per cento) e pressoché stabile il numero di pediatri (-0,7 per cento). Si assiste ad un potenziamento del numero di posti letto nelle strutture sanitarie di assistenza residenziale (+4,4 per cento dal 2014 al 2016).

Permangono le differenze territoriali: i posti letto ordinari per mille abitanti restano superiori al Nord rispetto al Sud. Negli ultimi cinque anni le dimissioni ospedaliere per acuti hanno continuato a diminuire, nonostante l’invecchiamento della popolazione.

Il fenomeno dell’abortività volontaria continua a diminuire: il tasso di ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza nel 2016 si mantiene tra i più bassi d’Europa e pari a 6,3 casi ogni mille donne di età tra i 15 e i 49 anni.

L’anno 2015 è stato caratterizzato da un significativo aumento dei decessi: in Italia sono morte 646.048 persone. Il 65,0 per cento dei decessi è dovuto a malattie del sistema circolatorio e tumori. Tra i 15 e i 29 anni, il 50,2 per cento dei decessi avviene per cause di natura violenta. (e di questi uno su due è dovuto a accidenti da trasporto), ma con una forte differenza: il quoziente maschile è quasi 4,5 volte più alto di quello femminile. La mortalità infantile tra il 2011 e il 2015 è in diminuzione e il tasso è pari a 3,1 per mille nati vivi.

Nel 2015 si sono suicidate 3.989 persone, uomini in oltre tre casi su quattro. Negli ultimi tre anni il trend è nuovamente in calo e il valore dei tassi è tornato ai livelli del 2008.

Nel 2017, il 69,6 per cento della popolazione residente dà un giudizio positivo sul proprio stato di salute, sebbene il 39,9 per cento dichiari di essere affetto da almeno una patologia cronica.

Le abitudini alimentari degli italiani si mantengono ancora legate al modello tradizionale: il pranzo costituisce nella gran parte dei casi il pasto principale (66,6 per cento della popolazione di 3 anni e più) e molto spesso è consumato a casa (72,8 per cento).

Si attesta al 19,7 per cento, ed è stabile rispetto al 2016, la quota della popolazione di 14 anni e più che dichiara di fumare.

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Capitolo Protezione Sociale

I presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari sono, nel 2015, 12.828 unità ed ospitano 382.634 persone, in prevalenza anziani. Si registra una diminuzione, rispetto al 2014, sia degli ospiti (-0,9 per cento) sia dei posti letto disponibili (-2,2 per cento), la cui disponibilità passa così da 6,6 a 6,4 per mille abitanti.

La spesa sostenuta dai comuni per interventi e servizi sociali nel 2015 è di poco inferiore ai 7 miliardi di euro (come per l’anno precedente), pari a circa 114 euro pro capite. Il 16,8 per cento di questa spesa è destinato agli asili nido, che nel 2015 accolgono 175.718 bambini: essi sono diminuiti per il quinto anno consecutivo, del 3,0 per cento rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda la spesa per prestazioni sociali essa è nel 2016 di circa 318 miliardi di euro, corrispondente al 18,9 per cento del Pil. Le entrate per contributi sociali sono invece di 239 miliardi di euro, con una capacità di copertura delle prestazioni sociali del 75,1 per cento. Il conseguente deficit previdenziale pro capite è di 1.307 euro, in diminuzione di 103 euro rispetto all’anno precedente. Sostanzialmente stabile la spesa corrente degli enti di previdenza per il personale in servizio (+0,1 per cento), ed in crescita quella per acquisto di beni e servizi (+4,3 per cento).

Il numero delle prestazioni pensionistiche è in progressiva diminuzione, mentre la relativa spesa è in aumento: sono circa 23 milioni le pensioni erogate nel corso del 2016 (-0,6 per cento rispetto al 2015), circa 37,9 ogni 100 residenti, per una spesa complessiva di circa 282 miliardi di euro (+0,8 per cento), pari al 16,8 per cento del Pil nel 2016. Il loro importo medio annuo è di 12.297 euro, circa 161 euro in più rispetto all’anno precedente.

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