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Rinnovato il CCNL Cooperative sociali

Rinnovato il CCNL Cooperative sociali

Confcooperative Federsolidarietà, Legacoopsociali e Agci Solidarietà hanno siglato con le parti sindacali FP-CGIL, FISASCAT-CISL, FPS-CISL, UIL-FPL , UIL TUCS, il rinnovo del CCNL della cooperazione sociale.

Venerdi 29 Marzo 2019
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Un accordo che interessa le 11.500 cooperative sociali aderenti e gli oltre 350.000 lavoratori che assicurano la tenuta del welfare italiano garantendo servizi a oltre 7 milioni di persone.

“Il rinnovo – sottolineano Stefano Granata, presidente di Confcooperative Federsolidarietà ed Eleonora Vanni, presidente di Legacoopsociali – prevede una serie di istituti che permettono alle cooperative sociali di rispondere in modo ancora più coerente ai nuovi bisogni di welfare e alle nuove sfide dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e di disabili. Dopo la riforma dell’impresa sociale con questo accordo si introducono significative innovazioni che permetteranno alle nostre imprese di ampliare la propria operatività innovando le politiche sociali del nostro Paese”

Un CCNL che conferma la dignità del lavoro stabile delle persone e al contempo accoglie elementi di flessibilità organizzativa, quali la banca ore e la stagionalità, che vanno nella direzione di comporre al meglio le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori e la efficiente risposta ai bisogni dei cittadini utenti. In questa ottica, sono state inserite nuove figure come quella per l’aiuto domiciliare e dell’operatrice/ore dei servizi di istruzione/formazione e della continuità educativa 3/6 anni per rendere ancor più completa l’offerta di servizi alle persone, anziani, minori e per valorizzare le tante competenze presenti nel nostro paese che possono trovare nella cooperazione sociale un’occasione di lavoro e di crescita professionale.

Il CCNL rinnovato si qualifica altresì per l’inserimento di alcune tutele ulteriori come il congedo per le donne lavoratrici vittime di violenza e di genere e per il rafforzamento della garanzia della conservazione del posto di lavoro ai dipendenti nei casi di gravi patologie oncologiche, cronico degenerative ingravescenti.

Il rinnovo prevede un aumento di 80 euro mese di salario a regime pari al 5,95% e 3 tranche di cui l’ultima a settembre 2020. È stata concordata, inoltre, l’erogazione di una tantum di 300 euro in due rate nel 2019 e un incremento dello 0,5% a sostegno della previdenza integrativa. Infine, ha trovato valorizzazione, tramite un’indennità di funzione, l’affiancamento all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e dato il giusto riconoscimento normativo a tutta la cooperazione sociale di inserimento lavorativo.

Infine è stato sottoscritto un accordo nel quale le parti si impegnano a promuovere e valorizzare la completa applicazione di tutte le previsioni del CCNL nelle diverse sedi nazionali e territoriali al fine anche di garantirne la piena sostenibilità.

“È un contratto importante – commenta Michele Vannini, segretario nazionale della Fp Cgil – che innova profondamente la parte normativa, aumentando sia i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che le possibilità di intervento per le rappresentanze sindacali".

Tra i punti qualificanti dell’intesa, spiega il dirigente sindacale, “gli 80 euro di aumento sul livello C1, a cui si aggiunge l’aumento della quota a carico delle aziende sulla previdenza complementare che passa dall’1% all’1,5% insieme alla conferma dello stanziamento di 5 euro già impegnati dal contratto sulla sanità integrativa. Introduciamo poi limitazioni alla precarietà e processi di stabilizzazione, così come sul tema degli orari di lavoro abbiamo ripristinato il diritto alle 11 ore di riposo tra una prestazione e un’altra. Inoltre abbiamo garantito i tempi di vestizione e introdotto misure di contrasto, attraverso la contrattazione, al fenomeno dell’abuso delle notti passive. Ancora, attraverso l’istituzione della banca delle ore garantiamo che la flessibilità sia contrattata e, quindi, anche a favore delle lavoratrici e dei lavoratori e non solo nella disponibilità dell’impresa. Infine, abbiamo poi effettuato un’operazione di importante rivisitazione del sistema di classificazione inserendo profili che ne erano esclusi, quali ad esempio quelli legati ai servizi per l’accoglienza e la regolamentazione delle attività non frontali all’utenza per gli educatori nei servizi 0-6”.

Un contratto, osserva il segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil, “che guarda al futuro delle lavoratrici e dei lavoratori incrementando la quota di contribuzione a carico delle imprese in materia di previdenza complementare e ci impegniamo ad affrontare contrattualmente temi delicatissimi, quali l’inidoneità alle mansioni, le crisi aziendali e l’introduzione di strumenti di accompagnamento alla pensione che favoriscano lo scambio generazionale. Infine, miglioriamo la parte relativa ai diritti, ampliando il periodo di comporto in caso di terapia salvavita, inseriamo i congedi per le donne vittime di violenza e rendiamo completamente esigibile la sanità integrativa già presente nel contratto”. Per Vannini, “abbiamo restituito alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto al contratto, facendo passi in avanti sul tema dei diritti, valorizzando la contrattazione del sindacato sui territori e sui posti di lavoro. Un passaggio importante nel percorso verso una piena valorizzazione del lavoro delle donne e degli uomini che lavorano nella cooperazione sociale, spesso in condizioni difficilissime”, conclude.

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