DSA, in Lombardia una legge per la diagnosi precoce
La norma prevede anche iniziative per la riabilitazione e l'integrazione delle persone affette dalla patologia, insieme a campagne mirate di informazione e sensibilizzazione soprattutto in scuole, tra operatori sanitari e sociali e nei nuclei familiari interessati.
Martedi 02 Febbraio 2010
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La Regione Lombardia scende in campo per curare la dislessia. Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una legge per promuoverne la diagnosi precoce, in collaborazione con strutture sanitarie e istituzioni scolastiche pubbliche e private, famiglie e associazionismo. La norma prevede anche specifiche iniziative per la riabilitazione e l'integrazione delle persone affette da dislessia, insieme a campagne mirate di informazione e sensibilizzazione sulle problematiche della malattia soprattutto in scuole, tra operatori sanitari e sociali, in nuclei familiari interessati.
Frutto dell'abbinamento di tre distinte proposte di iniziativa consiliare (sia di maggioranza che di opposizione) ha lo scopo di garantire la presenza di soggetti affetti da dislessia, disortografia e discalculia nella scuola, nel lavoro e "in ogni altro contesto nel quale si sviluppi e si realizzi la persona". Per i soggetti affetti da disturbi specifici di apprendimento, la Regione si è impegnata a garantire pari opportunità sia nei bandi di concorso che durante le prove concorsuali anche mediante l'utilizzo di adeguati strumenti tecnologici.
"Effettuare una diagnosi di Dsa con tempestività è un fattore decisivo per il futuro del paziente - ha sottolineato Pietro Macconi, relatore in aula della legge (An-Pdl)-. Ma è altrettanto evidente che trattandosi di un disturbo specifico dell'apprendimento è molto difficile da diagnosticare. Per questo motivo servono figure specialistiche adeguatamente formate, per evitare che il problema venga sottovalutato o individuato in ritardo".
La norma prevede inoltre che per i soggetti affetti da Disturbi specifici di apprendimento la Regione garantisca pari opportunità sia nei bandi di concorso che durante le prove concorsuali anche mediante l’utilizzo di adeguati strumenti tecnologici.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge verranno definiti i criteri e le modalità di erogazione dei contributi alle famiglie per favorire specifici percorsi didattici e studi sia a domicilio che nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (pubbliche e private).