diritti e opportunità -> giovani

"All’inizio cercò di avvicinare i giovani alla Chiesa col gioco del pallone, il ping pong e il circolo ricreativo come facevano gli altri preti. Presto però si rese conto non solo che avvicinava una sola parte di giovani ma soprattutto che era indegno e puerile per un prete di Cristo abbassarsi a questi mezzi per evangelizzare, ma al contrario proprio la mancanza di cultura era un ostacolo alla evangelizzazione e all’elevazione sociale e civile del suo popolo.

Così un giorno il pallone e gli attrezzi del ping pong finirono in fondo a un pozzo che era in mezzo al cortile della canonica e don Lorenzo organizzò una scuola serale per giovani operai e contadini. "La scuola era il bene della classe operaia, la ricreazione la rovina; bisognava che i giovani con le buone o con le cattive capissero la differenza e si buttassero dalla parte giusta".

Per lui prete la scuola era il mezzo per colmare quel fossato culturale che gli impediva di essere capito dal suo popolo quando predicava il Vangelo; lo strumento per dare la parola ai poveri perché diventassero più liberi e più eguali, per difendersi meglio e gestire da sovrani l’uso del voto e dello sciopero. Con quella tenacia di cui era capace quando era convinto di avere intuito una verità andò a cercare uno ad uno tutti i giovani operai e contadini del suo popolo. Entrò nelle loro case, sedette al loro tavolo per convincerli a partecipare alla sua scuola perché l’interesse dei lavoratori, dei poveri non era quello di perdere tempo intorno al pallone e alle carte come voleva il padrone, ma di istruirsi per tentare di invertire l’ordine della scala sociale.

"Voi – diceva – non sapete leggere la prima pagina del giornale, quella che conta e vi buttate come disperati sulle pagine dello sport. E’ il padrone che vi vuole così perché chi sa leggere e scrivere la prima pagina del giornale è oggi e sarà domani dominatore del mondo". Aveva una dialettica e una capacità di leggere dentro straordinaria. Riusciva in ognuno a toccare e far vibrare la corda più sensibile."

Lorenzo Milani. Una vita breve ma intensa,  di Michele Gesualdi

OCSE, in Italia meno di una donna su due lavora

OCSE, in Italia meno di una donna su due lavora

In Italia lavora meno di una donna su due, mentre in Norvegia l'occupazione femminile sfiora l'80%. Peggio di noi solo la Turchia.

 
Il 5% dei ragazzi dai 14 ai 17 anni abbandona la scuola

Il 5% dei ragazzi dai 14 ai 17 anni abbandona la scuola

Oltre 117 mila giovani tra i 14 e i 17 anni non hanno seguito alcun percorso formativo.

 
L’Informagiovani fa scuola

L’Informagiovani fa scuola

Il modello Emilia Romagna sarà presto “copiato” in tutta Italia grazie a un accordo con l’Anci.

 
ULTIME NOTIZIE