Una guida agli affitti per gli studenti universitari
La percentuale di studenti fuori sede aumentata negli anni, seppur registrando una lieve flessione in quelli successivi al 2010/2011, con un nuovo aumento degli studenti pendolari. Di seguito il link ad una guida agli affitti realizzata dall'UDU.
Lunedi 22 Ottobre 2018
Una guida agli affitti per gli studenti universitari

http://www.sosaffitti.org/guida/

Gli studenti fuori sede

La percentuale di studenti fuori sede è aumentata negli anni, seppur registrando una lieve flessione in quelli successivi al 2010/2011, con un nuovo aumento degli studenti pendolari. Nel 2003 il 22% degli studenti era fuori sede, il 55% erano studenti pendolari, il 23% erano studenti in sede. Nel 2011 i fuori sede sono diventati il 28,7%, i pendolari il 50,1% e gli studenti in sede il 21,2%.1

Negli anni più recenti, in concomitanza al manifestarsi della crisi economica, il pendolarismo è stato adottato come una “strategia di sopravvivenza” da parte dei studenti e famiglie in condizioni socio-economiche svantaggiate, che non hanno rinunciato a investire nella formazione, ma hanno modificato scelte e comportamenti, continuando ad assegnare un valore centrale all’istruzione come vettore di mobilità sociale (sedi di studio più vicine anche se di minor prestigio, rinuncia al trasferimento a favore di una meno costosa mobilità giornaliera).

Attualmente circa 600mila studenti universitari sono fuori sede. Il 75% studia nella regione in cui risiede, il 25% proviene da una regione diversa. Il 48% studia nella stessa provincia in cui risiede, mentre il 52% proviene da una provincia diversa.

Essere fuori sede in questa fase di crisi economica è sempre più difficile e rischia di diventare una condizione riservata a sempre meno studenti.

Il costo principale è quello legato all’affitto di un posto letto o di una stanza singola, che incide sul budget degli studenti fino all’80%, provocando serie difficoltà alle famiglie nel sostenere le spese, anche ridimensionando i propri bilanci.

Le carenze del diritto allo studio

Allo stesso tempo il sistema di diritto allo studio universitario italiano offre posti letto in strutture organizzate solo per il 2% degli studenti fuori sede – contro il 10% di Francia e Germania e il 20% di Danimarca e Svezia – con alloggi spesso carenti di manutenzione o addirittura inagibili, che causano l’esclusione di studenti aventi diritto in quanto non possono accedervi. Peraltro, gli scarsi finanziamenti alla realizzazione di alloggi (Legge 338/2000), impediscono un aumento della scarsa offerta alloggiativa.

I contratti per studenti universitari

Il mercato abitativo per gli studenti è caratterizzato da forti forme di elusione ed evasione fiscale: Da monitoraggi effettuati da CGIL e SUNIA, risulta che nel 50% dei casi il contratto è totalmente in nero, per la quota restante, metà dei contratti risultano registrati per una cifra inferiore a quella realmente pagata e con una durata minima, con la prospettiva di un rinnovo e possibilità di aumenti del canone.

Per gli studenti universitari, quindi, a fronte di un quasi inesistente supporto pubblico, costi insostenibili del mercato privato, prevalenza di forme di irregolarità, illegalità ed elusione fiscale, l’accesso allo studio è strettamente legato alla capacità di sostenete soprattutto i costi abitativi.